James Allison mette a nudo la E20 e svela i segreti della sua nuova creatura

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James Allison mette a nudo la E20 e svela i segreti della sua nuova creatura

Dom, 05/02/2012
Formula 1

L’uomo che si cela dietro la nuova E20 è senza dubbio il direttore tecnico James Allison, il quale, interrogato subito dopo la presentazione on-line, ammette la difficoltà nell’adattarsi ai nuovi regolamenti.

“Se guardiamo al 2011 non ci sono sostanziali cambiamenti, ma avevamo zone in cui potevamo agire più liberamente come la parte posteriore. Con l’abolizione dell’effetto dei gas di scarico abbiamo dovuto agire di conseguenza. La vettura dello scorso anno era impostata guardando soprattutto la zona del diffusore, cosa impossibile da ripetere nel 2012”.

Le novità nella E20 sono molteplici così come le qualità della vecchia monoposto che si è preferito mantenere. “Abbiamo completamente ridisegnato la parte posteriore della vettura e corretto alcuni sistemi che si sarebbero rivelati illegali. Nella parte anteriore abbiamo rivisto alcune appendici per un maggiore effetto aerodinamico, lasciando quanto di buono esisteva nella vettura del 2011. Infine l’alettone posteriore è stato accurato nei dettagli per garantirci una maggiore efficienza in caso di DRS attivo”.

A proposito del DRS si sofferma l’analisi di Allison; la tecnologia si appresta ad affrontare il suo secondo anno in F1: “Penso che tutti i team, incluso noi, hanno lavorato a fondo per cercare di migliorare la deportanza che questo congegno può generare. I dati raccolti durante tutta la passata stagione si sono rivelati estremamente utili per la vettura del 2012”.

Il giudizio, infine, scandisce anche la nuova configurazione della line-up, sostenuta da Kimi Raikkonen e Romain Grosjean per la prima volta compagni di squadra. “Per un pilota che non guidava una F1 da più di un anno Romain ha dimostrato di possedere ancora il feeling giusto negli ultimi test del venerdì. Saltò in macchina e fu subito in grado di segnare tempi competitivi. I recenti test a Valencia hanno dimostrato che Kimi non ha perso la sua velocità, anzi. Sono sicuro che la sua fame è aumentata a dismisura dal suo ritiro”.

Davide Cantire  

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