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Il pazzesco ultimo giro del Glen nelle parole di Ambrose e Keselowski

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Il pazzesco ultimo giro del Glen nelle parole di Ambrose e Keselowski

Mer, 15/08/2012
Racing USA -> NASCAR

L'ultima tornata della Finger Lakes 355 resterà nella memoria di tutti gli appassionati di NASCAR e di motorsport in generale, tanto che è stata paragonata da più parti paragonata al favoloso finale della Carolina Dodge Dealers 400, disputatasi a Darlington nel maggio del 2003, che vide Ricky Kraven e Kurt Busch se le diedero di santa ragione e piombarono sotto la bandiera a scacchi fiancata contro fiancata, separati da appena 2 millesimi.

Ad uscire vincitore dal duello del Glen è stato Marcos Ambrose, ma sia lui che Brad Keselowksi sono ben consapevoli di aver dato vita, insieme a Kyle Busch, finito suo malgrado in testacoda, ad uno spettacolo che ha fatto urlare di gioia spettatori e tele-spettatori, dimostrando una grande stima reciproca.

“Penso che quel giro sia stato uno dei migliori di tutta la mia carriera.” ha detto Ambrose. “Sono sicuro che Brad vi dirà la stessa cosa. E' stato da brividi essere in quella posizione, a giocarmi una vittoria in Sprint Cup in quelle condizioni. E' lo sport motoristico più difficile del mondo.”

IL 35enne tasmaniano ha cercato anche di smorzare le polemiche sulla mancata esposizione della bandiera gialla da parte della NASCAR una volta appurata la presenza di olio in pista, un'eventualità che avrebbe posto fine alla corsa in regime di neutralizzazione.

“Lo so che alcuni piloti hanno affermato che c'era un problema di sicurezza con quell'olio in pista che non si vedeva, ma io ho corso su circuiti stradali dove c'erano 10, 15 vetture ferme a bordo pista, olio e gomma in pista nelle fasi finali di una gara lunga e si è scelto di continuare a correre per avere un vero vincitore. A Watkins Glen c'erano le tre auto più veloci davanti a tutti a giocarsi la gara, ed è così che dovrebbe essere.”

E dire che la 90esima tornata della Finger Lakes 355 per Ambrose era cominciata in terza posizione, con una certa rassegnazione derivante dall'aver dato fondo alle risorse della Fusion #9 del Richard Petty Motorsports nel tentativo di raggiungere Busch.

“Sì, è stato un caos assoluto alla fine. Le nostre tre vetture si equivalevano. Kyle ci ha bruciato al restart e io stavo cercando di raggiungerlo. Ho strapazzato troppo gomme e freni e credevo che di dovermi accontentare. All'improvviso ho cominciato a scivolare sull'olio. Non capivo da dove venisse, se dalla mia macchina o dalla pista e ho visto Kyle rallentare.

Non sapevo che Brad avesse colpito Kyle. Pensavo che Kyle fosse scivolato sull'olio. Non posso incolpare Brad per averlo colpito, stava sbandando in traiettoria e sarebbe andato in testacoda comunque. Ho pensato 'Vai, ne manca ancora uno!'

Salendo lungo le esse, ero convinto di finire a muro, poi siamo arrivati alla chicane. Ho deciso di seguire Brad pensando che avesse visto l'olio prima di me, ma è stato un pessimo piano, perché sono finito fuori pista con lui. Mi sono buttato all'interno pensando che avrei scansato l'olio, e invece ci sono finito in pieno al tornantone. Lui ci è passato appena dopo e sono riuscito a prendere un po' di slancio.

Gli ho dato un colpetto per cercare di toglierlo di mezzo e poi sono finito lungo in curva 6. Volevo starmene fuori dalla traiettoria ideale, perché credevo che frenando fuori traiettoria potevo riuscire a fare la curva e invece appena ho sterzato sono scivolato e sono finito larghissimo.

Mi sono buttato sul cordolo e all'interno di Brad, l'ho spinto sull'olio e lui è scivolato, mentre io mi sono infilato e sono andato a vincere.”

Anche Brad Keseloski ha ripercorso quei minuti entusiasmanti nel corso della conferenza stampa post-gara.

“Kyle è scivolato via in curva 1 e quando siamo arrivati in curva 2 affiancati, c'era olio dappertutto. Sono stato fortunato a non finire fuori anch'io. Lui è partito in testacoda e io avevo Marcos esattamente dietro di me. Abbiamo rischiato entrambi di girarci in curva 3 e 4 a causa della quantità d'olio in pista. Lo vedevo nello specchietto.

All'inner loop siamo finiti entrambi fuori pista perché sapevo di dover entrare forte nella variante, altrimenti mi avrebbe centrato. Mentre ero nell'erba ho pensato 'Oh no, ho buttato via questa gara', poi ho guardato nello specchietto e anche lui era nell'erba, il che dimostra quanto fosse messo male il tracciato.

Al tornantone sono scivolato ancora. L'ho guardato e stava scivolando anche lui, per cui ho provato a mettermi all'interno per trovare aderenza, ma sono finito ancora sull'olio e sono scivolato, mentre lui no. Mi ha scavalcato e alla curva successiva è partito di nuovo in sovrasterzo. Io sono stato fortunato a poter usare lui come freno.

All'ultima curva l'olio era sulla traiettoria esterna, per cui ne ho incontrato più di Marcos e sono a malapena riuscito a non andare in testacoda. Penso abbiate visto tutti Jeff Gordon girarsi su quell'olio, tanto per dire quanto era messa male quella curva.”

Quello che più sorprende è lo spirito che entrambi hanno dimostrato, dicendo di essersi divertiti come dei matti. Si tratta dello stesso spirito che ha reso famosa la NASCAR e che si è visto anche nei meccanici di Keselowski, che sono corsi a complimentarsi con la squadra di Ambrose

“E' stato divertentissimo” ha detto Keselowski. “Ci siamo appoggiati l'uno sull'altro, ci siamo rifilati delle belle sportellate. Andava bene ad entrambi e non ci siamo buttati fuori. E' così che dovrebbe essere la NASCAR: si lotta duramente per la vittoria, senza risparmiare i paraurti e senza causare incidenti volontariamente. Marcos lo capisce. Mi piace correre con lui.

Penso che sia questo che i fan si aspettano dalle gare NASCAR e che le ha fatte diventare così popolari. Dobbiamo continuare a offrire spettacoli del genere se vogliamo mantenere la popolarità attuale.”

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia

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